Nuove misure di prevenzione per fronteggiare il rischio climatico nelle attività lavorative
di Redazione Tecnica / 2 Luglio 2025 — Tempo di lettura stimato: 4 minuti
L’Italia sta attraversando un’intensa ondata di calore, con temperature che in molte zone hanno già superato i 40°C. Si tratta di condizioni estreme che rappresentano un crescente rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, soprattutto nei settori esposti come agricoltura, edilizia e manutenzione urbana.
Il nuovo Protocollo emergenze climatiche 2025
Per rispondere all’emergenza, il Ministero del Lavoro ha sottoscritto il 2 luglio 2025, insieme alle parti sociali, un nuovo Protocollo per la gestione del rischio caldo nei luoghi di lavoro. Il documento prevede misure strutturate e condivise da attuare in caso di eventi climatici eccezionali.
Il protocollo sarà adottato con decreto ministeriale e attuato attraverso accordi territoriali, firmati dalle parti sociali.
Ordinanze regionali e linee guida nazionali
Ad oggi, numerose Regioni (tra cui Puglia, Lazio, Calabria, Campania, Liguria, Piemonte, Lombardia, Sicilia, Toscana, e altre) hanno emanato ordinanze specifiche che:
-
Vietano il lavoro all’aperto nei settori agricolo, edile e affini durante le ore più calde (12:30–16:00), nei giorni in cui il sistema Worklimate segnala un livello di rischio “Alto”.
-
Raccomandano l’applicazione delle Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore, approvate dalla Conferenza delle Regioni il 19 giugno 2025.
Obblighi per i datori di lavoro: cosa cambia
Secondo il protocollo, i datori di lavoro sono tenuti a:
-
Integrare nella valutazione dei rischi (art. 28 D.Lgs. 81/2008) anche quelli microclimatici (art. 180).
-
Applicare misure preventive nei POS (Piani Operativi di Sicurezza) e nei PSC (Piani di Sicurezza e Coordinamento) in caso di cantieri temporanei o mobili (Titolo IV D.Lgs. 81/2008).
-
Monitorare quotidianamente le condizioni climatiche, tramite il portale ministeriale.
Misure concrete previste
Tra le buone prassi suggerite nel protocollo, si segnalano:
-
Informazione e formazione dei lavoratori sui rischi da caldo.
-
Sorveglianza sanitaria mirata.
-
Fornitura di abbigliamento idoneo e DPI stagionali.
-
Riorganizzazione di turni e orari per evitare le ore più calde.
-
Aree ombreggiate e pause frequenti, con fornitura di acqua e accesso a zone climatizzate, dove possibile.
Cassa integrazione e tutele per le imprese
Una delle principali novità è l’estensione automatica degli ammortizzatori sociali per i casi di sospensione o riduzione delle attività dovuti a temperature elevate, incluso il lavoro stagionale.
Con il messaggio n. 2130 del 3 luglio 2025, l’INPS ha chiarito che la Cassa Integrazione Salariale potrà essere concessa anche con temperature inferiori a 35°C, qualora la temperatura percepita superi soglie critiche.
Altri vantaggi per le imprese
-
Esenzione da penali contrattuali in caso di ritardi dovuti a sospensioni imposte dalle autorità per motivi climatici.
-
Possibilità di premialità INAIL per le imprese che adottano misure efficaci, senza incremento della spesa pubblica.
Software e strumenti per la sicurezza
È previsto a breve un aggiornamento di CerTus, il software ACCA per la redazione di POS e PSC, conforme alle nuove Linee di indirizzo 2025.
Non utilizzi CerTus? Valuta l’attivazione di una prova gratuita per redigere subito i piani sicurezza aggiornati al rischio caldo.